Praticamente tutti i piloti europei sognano la Formula 1. C'è qualcuno nel raggio di pochi chilometri che sta sperperando patrimoni perchè si crede il successore di un certo tedesco molto famoso nel motorsport.
Io, da classico anticonformista quale sono, ho delle idee differenti: secondo me per divertirsi bisogna varcare l'Atlantico. Il mio sogno non è la F1, ma la NASCAR; quella sì che è una categoria da duri, in una terra dove chi rischia viene premiato, non come da noi, dove chi calcia un pallone incassa milioni di euro. Per il calcio serve una palla, per la NASCAR ce ne vogliono due; dunque è la che voglio arrivare, magari con l'aiuto di qualcuno, ma dimostrando le mie capacità in pista.
È un percorso lungo e tortuoso, ma io ci credo; e sono sicuro delle mie intenzioni.