In the draft #3: anatomia di una gara 2

Home / News / Cinisio.com / 05.08.11
Tempo di lettura: 3 minuti

I piloti sono in macchina, la partenza è vicina e la tensione sale.

“Gentlemen, start your engines!” è la frase pronunciata prima di ogni gara: i piloti sono pronti ma a causa dell’insonorizzazione (casco più cuffie/tappi sagomati sull’orecchio) non riescono a sentire la frase, pertanto è il capo-meccanico a dirgli di accendere il motore, creando un vero e proprio boato.

Si esce dai box allineati dietro la pace car, spesso in due gruppi di 22 e 21 auto (sì, sono 43 ad ogni gara!), e dopo alcuni giri di ricognizione viene sventolata la bandiera verde: la partenza è lanciata, si parte!

Prima parte di gara

Nella prima parte di gara ci si studia: a nessuno interessa guadagnare una posizione in partenza, è molto più importante scaldare bene le gomme, aspettare che il gruppo “si sgrani” ed uscire dai primi giri con l’auto intera; ogni pilota che passa almeno una volta sul traguardo conquista 5 punti bonus, e questo fattore anima la parte centrale della gara. Poiché la gara è molto lunga, è anche molto alto il numero di pit-stop da compiere (almeno 3-4 a gara), cosa che viene effettuata se possibile nei periodi di bandiera gialla (“Caution”).

Le caution

Esistono 3 tipi di caution principalmente

  • Debris caution: la pista è sporca, o vi sono dei detriti;
  • Incidente
  • Competition Yellow: nel caso le prove vengano annullate per qualche motivo (primo tra tutti la pioggia, con la quale è impossibile correre sugli ovali), dopo 30 giri la gara viene “neutralizzata” per consentire ai team di apportare regolazioni alle auto in un pit stop apposito.

Il gruppone a Fontana, California 2011 (Credit: Autostock)

Quando esce la bandiera gialla le posizioni vengono congelate e ci si allinea dietro la pace car; quando tutti sono allineati i box (“the pits”) vengono aperti, ovvero si possono effettuare i pit stop: in questo momento tutti si fiondano dentro, dato che il pit-stop è un modo in più per guadagnare posizioni grazie all’abilità del proprio team. I sorpassi compiuti ai box, infatti, sono sempre validi fino a che non si taglia la linea di uscita, dove spesso si deve ricorrere al photo-finish.

Una volta che l’ordine è stato ripristinato e che tutti hanno finito con i pit ci si prepara a ripartire: un giro prima dello restart la pace car spegne le luci al passaggio sul traguardo e, completato il giro, rientra ai box. In ripartenza non è consentito sorpassare all’interno prima di essere transitati sul traguardo, né cambiare corsia (e a volte qualcuno se ne dimentica).

Verso la bandiera a scacchi

A mano a mano che la gara prosegue i piloti cercano di portarsi avanti: non è raro che il vincitore sia partito nelle ultime file – incredibile non è vero?
In queste fasi ci si studia, si vede chi ha più potenziale, chi è in crisi di gomme o di assetto, si cercano i punti di forza e i talloni d’Achille degli altri, ma senza mai mancare di rispetto: la NASCAR ha la manica larga su questo, cioè lascia che siano i piloti a disciplinarsi, talvolta con qualche incontro ravvicinato col muro ma sempre entro il limite della decenza, oltre il quale scattano sanzioni pecuniarie (poi devolute in beneficenza) o togliendo punti di campionato

L’arrivo a 7 alla AMP 500, Talladega 2011

Le gare NASCAR entrano nel vivo negli ultimi 50 giri: da quel punto in poi la pietà viene messa da parte, perché bisogna vincere!
Ecco dunque che iniziano sorpassi tiratissimi, sfide e quant’altro; se negli ultimi giri c’è un incidente lo spettacolo viene aumentato dal finale cosiddetto “Green – White – Checkered”, ovvero se il termine della gara sarebbe previsto in regime di caution i giri di gara non vengono più contati: appena tutto è sistemato si dà la ripartenza (green), al passaggio successivo viene data la bandiera bianca (white – inizio ultimo giro) e al terzo passaggio viene data la bandiera a scacchi. Questo si può ripetere fino a 3 volte, dopodiché la gara viene dichiarata conclusa nel caso vi fosse una quarta neutralizzazione.

Dopo il traguardo il vincitore festeggia per i tifosi con un bel burn-out, ed andandosi a prendere la bandiera a scacchi, per poi portare l’auto in Victory Lane: non viene allestito il podio per i primi 3, bensì viene premiato solo il vincitore assieme a tutta la sua squadra, rilasciando subito un’intervista obbligatoria ai cronisti e dando inizio alla “Hat Dance” (la “Danza dei Cappellini”, ovvero le numerose foto con i cappellini dei vari sponsor).

Fatto ciò si procede alle verifiche tecniche, per poi caricare tutto sui camion e partire alla volta di un nuovo evento.

Alla prossima: keep in the draft!

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